ragazzi in un sentiero di montagna

POLITICA DI TUTELA

Azione Cattolica Italiana

L’Azione Cattolica attualmente non è dotata di una Policy in materia di Tutela di bambini e ragazzi. Facendo tesoro della partecipazione al Progetto SAFE e stimolati dalla rete nazionale con la Comunità Papa Giovanni XXIII e CSI, intende strutturare tavoli di lavoro tematici e commissioni permanenti per la redazione della propria Policy di Tutela da condividere con l’intera associazione, da sempre impegnata nell’educazione, accanto ai più piccoli, ai loro educatori e alle famiglie.

Logo dell'associazione Comunità Papa Giovanni 23

comunità papa giovanni xxiii

Don Oreste Benzi Abbraccia un bambinoDon Oreste Benzi ci ha insegnato  e trasmesso il valore  dell’incontro simpatico con Cristo, con la vita, vogliamo che continui attraverso azioni di prevenzione che mantengano la nostra comunità come una realtà accogliente ed educativa sana, sicura, che allontana ansie e sospetti,  promuove uno stile autorevole, capace di confrontarsi con i rischi in modo trasparente e vigile,  potenziando la cultura del rispetto che accomuna i diversi ruoli , della corresponsabilità, della valorizzazione della positività esistente.”

Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII.

La Comunità Papa Giovanni XXIII fedele al proprio mandato vocazionale, ha da sempre a cuore la tutela dei minori di età e delle persone vulnerabili.

Ha raccolto con serietà l’invito del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita,   da cui è stato riconosciuta definitivamente nel 2004 come Associazione Internazionale di Fedeli di Diritto Pontificio, fatto nel maggio 2018 attraverso una lettera circolare, producendo un primo documento programmatico.

Nel giugno 2019 il medesimo Dicastero dedicava al tema degli abusi e al loro contrasto l’incontro annuale dei Presidenti e Moderatori di Associazioni e Movimenti, invitandoli con urgenza ad attrezzarsi adeguatamente per curare le ferite delle vittime e impedire il ripetersi di ogni forma di abuso.

Attraverso il progetto Safe, il Consiglio dei Responsabili, organo collegiale che presiede al governo della Comunità Papa Giovanni XXIII , ha approvato lo strumento “Chiunque accoglie anche uno solo di questi bambini  in nome mio accoglie Me” ( Mt 18.5)”,  Linee Guida per la Tutela dei Minori di età e delle Persone Vulnerabili, rendendole attuative dal luglio 2020. 

Esse non saranno più solo orientamenti , ma norme di una policy  per l’azione di tutta la Comunità in materia di tutela dei minori e delle persone vulnerabili. Garantiranno una struttura organizzativa che renda trasparenti le procedure di segnalazione di eventuali abusi sessuali , che promuova una formazione permanente per una comunità del “safeguarding” ( termine inglese che vuol dire salvaguardia, ovvero custodia e sguardo attento), che predisponga protocolli di buone prassi negli Ambiti di condivisione e nelle Ragioni Sociali in cui si esplicano direttamente attività con minori e persone vulnerabili.

Tali Linee nella loro formulazione seguono il modello proposto dalla Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori e riconoscono gli articoli 3 e 9  della Convenzione delle Nazioni Uniti sui Diritti dell’Infanzia.

Per una prima conoscenza di esse guarda il video di presentaizone della policy:

logo del Centro Sportivo Italiano

centro sportivo italiano

Lo sport fa bene. Vero! Occorre, però, che il mondo dello sport prevenga rischi, situazioni e condizioni di pericolo. Non sempre i luoghi dello sport sono totalmente sicuri. Ecco perché il Centro Sportivo Italiano, ormai da tempo, ha deciso di dotarsi di una propria policy a tutela dell’infanzia e dell’adolescenza. Educare attraverso lo sport è la mission del Centro Sportivo Italiano. Lo sport inteso dal CSI può anche essere uno strumento di prevenzione verso alcune particolari patologie sociali quali la solitudine, le paure, i timori, i dubbi, le devianze dei più giovani. Un’attività sportiva organizzata, continuativa, seria, promossa da educatori, allenatori, arbitri, dirigenti consapevoli del proprio “mandato” educativo, infatti, aiuta i giovani ad andare oltre, ad abbandonare gli egoismi e ad affrontare la strada della condivisione, della sperimentazione del limite, della conoscenza di sé. Proprio per questo, il CSI prevede un’articolazione della proposta sportiva nel rispetto delle età e dei bisogni di ciascuna persona, con particolare attenzione ai più giovani, permettendogli in tal modo di scoprire il meglio di sé, di imparare a conoscere il proprio corpo, a valorizzarlo, a stimarlo.

Il CSI che è da sempre impegnato nell’educazione, nella valorizzazione, nel rispetto, nello sviluppo psicofisico e socioculturale dei giovani, bambine/i e adolescenti, in un’ottica di salvaguardia, cura e protezione degli stessi, assume nei loro confronti i seguenti impegni: Sensibilizzazione e formazione; Prevenzione; Segnalazione; Risposta. 

 Per approfondire la policy del Csi clicca qui.